Deruta

Nelle botteghe degli artigiani e nei fondachi dei commercianti, le maioliche per secoli hanno dato pane e lavoro a Deruta. Quale grazia usciva dall’incontro tra le mani esperte dei vasai, la fantasia dei pittori e la magia del fuoco! Gli ornati preziosi del periodo rinascimentale, la fitta trama di fiori, foglie e sottili arabeschi del periodo calligrafico, disegnavano uno stile di vita, erano già il segno del “made in Italy”. Soprattutto ci stupisce il segreto del lustro dorato, geniale invenzione dei vasai di Deruta, che esalta le figurazioni e sembra riecheggiare gli ornati a oro profusi nel dipinto dell’“Alunno” conservato nella pinacoteca.
Non sono, infatti, solo le maioliche a catturarci gli occhi a Deruta. Abbiamo una grande firma della pittura, il Perugino, che in una sua opera infila una panoramica di Deruta come appariva nel 1476: compatta, perfetta. Era un mondo di vasai con la loro patrona, Santa Caterina d’Alessandria, affrescata nella chiesa di San Francesco.
E con le sue ragazze, piene di voglia di vivere, che prestavano il volto alle Madonne, come quella di Castelleone, nella chiesa di San Donato, o l’altra nella cappella del Fanciullo, a Sant’Angelo di Celle.

Deruta ha diverse frazioni che meritano una visita. A Casalina è da vedere il castello, recentemente restaurato dalla Regione Umbria; a Castelleone, antico borgo fortificato con torri e mura del XIV sec., attirano l’attenzione gli affreschi della chiesa di San Donato – in particolare la Madonna col bambino del XIV sec. – e il castello, ora trasformato in lussuosa dimora storica a disposizione dei visitatori; a Sant’Angelo di Celle, nella fertile pianura del Tevere, merita una sosta lo splendido affresco di Bartolomeo Caporali nella chiesina della Madonna del Fanciullo. Tutt’intorno, Deruta è accarezzata dal dolce paesaggio umbro di ulivi, prati, boschi di lecci e castagni.

Museo Regionale della Ceramica,
ex convento di San Francesco, tel. 075 9711000, www.museoceramicaderuta.it il più antico museo italiano per la ceramica conserva oltre 6 mila opere, e più di 1500 volumi sull’argomento. Descrive, organizzata in periodi, l’evoluzione della maiolica di Deruta dalla produzione arcaica al Novecento. Tra i pezzi più pregiati, per delicatezza cromatica, i vasi in lustro dorato del primo quarto del XVI sec., i piatti da parata, i vassoi istoriati del XVII sec., il pavimento proveniente dalla chiesa di San Francesco (1524).

Pinacoteca Comunale,
piazza dei Consoli 13, tel. 075 9711143: situata in un’ala del palazzo Comunale, custodisce la raccolta Lione Pascoli che comprende opere del collezionismo romano del primo Settecento (tra cui un Guido Reni e un Baciccio) e dipinti e affreschi provenienti dalla chiesa di San Francesco e da altre del circondario. Tra questi, le due opere di Niccolò di Liberatore detto “l’Alunno” (XV sec.) e i Santi Rocco e Romano del Perugino.

Santuario della Madonna dei Bagni, loc. Casalina: collezione di ex voto in maiolica dalla metà del XVII sec. a oggi.

da: I Borghi più belli d’Italia – Il Genius Loci.